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ASCOLTARSI QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DI SCEGLIERE





Ci sono momenti in cui l’ascolto diventa più difficile.

Non perché non sentiamo nulla.

Ma perché sentiamo troppo.


Quando arriva il momento di scegliere, il corpo parla.

E spesso lo fa prima della mente.


Una tensione che sale.

Un respiro che si blocca.

Un senso di chiusura o, al contrario, di apertura improvvisa.


Il corpo sa.

La mente, a volte, arriva dopo.



Scegliere non è solo decidere


Siamo abituate a pensare che scegliere significhi valutare, ragionare, confrontare.

E questo è vero, in parte.


Ma c’è un altro livello, più profondo, che spesso ignoriamo:

come una scelta ci fa sentire.


Non se è giusta per gli altri.

Non se è coerente con ciò che abbiamo sempre fatto.

Ma se è allineata con ciò che siamo ora.


Il corpo registra subito questa differenza.



Quando il corpo dice sì


A volte il sì è silenzioso.

Non arriva come entusiasmo.

Arriva come spazio.


Il respiro si allarga.

Le spalle si abbassano.

C’è meno rumore dentro.


Anche se la scelta fa paura.

Anche se comporta un cambiamento.


Il corpo non promette sicurezza.

Promette verità.



Quando il corpo dice no


Il no, invece, spesso è chiaro.

Si manifesta come tensione, stanchezza, resistenza.


Non sempre significa che stiamo sbagliando.

A volte significa che stiamo forzando.


Forzando un tempo che non è maturo.

Forzando una direzione che non ci appartiene più.

Forzando un ruolo che abbiamo superato.


Ascoltare il no del corpo è un atto di rispetto.



La paura non è un nemico


Molte scelte importanti portano con sé paura.

La paura non invalida una scelta.

La paura chiede presenza.


Il punto non è scegliere senza paura.

È scegliere senza tradirsi.


Quando il corpo è ascoltato, anche la paura trova spazio.

Non domina.

Non paralizza.


Diventa parte del movimento, non un ostacolo.



Rallentare prima di scegliere


Spesso scegliamo di fretta.

Per chiudere un disagio.

Per smettere di sentire l’incertezza.


Ma le scelte più autentiche nascono quando rallentiamo.


Quando respiriamo.

Quando sentiamo i piedi a terra.

Quando permettiamo al corpo di esprimersi, senza pretendere risposte immediate.


Rallentare non è indecisione.

È ascolto.



Scegliere è un atto corporeo


Ogni scelta lascia una traccia nel corpo.

Di apertura o di chiusura.

Di leggerezza o di peso.


Imparare ad ascoltare queste tracce è un processo.

Non si impara una volta per tutte.


Si affina nel tempo, tornando ogni volta al corpo, al respiro, al sentire.



Un invito gentile


Se in questo periodo sei davanti a una scelta, grande o piccola, fermati un attimo.

Porta l’attenzione al corpo.

Nota cosa accade quando immagini una direzione, e poi l’altra.


Non cercare la risposta perfetta.

Cerca coerenza interna.


A volte scegliere significa andare avanti.

A volte significa restare.

A volte significa lasciare andare.


Il corpo sa riconoscere la differenza.



E dopo la scelta…


Dopo una scelta arriva spesso un altro passaggio:

abitare ciò che abbiamo scelto, con i suoi dubbi, le sue conseguenze, i suoi aggiustamenti.


Nel prossimo articolo esploreremo cosa significa restare fedeli a sé stessi dopo aver scelto, anche quando emergono incertezze o cambiamenti.


Perché ascoltarsi non finisce con una decisione.

È un dialogo che continua.


Un abbraccio.

 
 
 

1 commento

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Ospite
12 ore fa
Valutazione 5 stelle su 5.

Molto interessante.


Grazie 🙏

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